Ehi, anche voi siete appassionati di scienza e avete menti curiose? Oggi non parleremo solo teoricamente di elettricità, ma ci immergeremo in questo mondo in maniera concreta con un esperimento semplice e divertente: la costruzione di una pila voltaica!
La pila prende il nome dal brillante scienziato Alessandro Volta, che annunciò la sua invenzione in una lettera al presidente della Royal Society di Londra il 20 marzo 1800. Questa, che può sembrare una piccola cosa, ha aperto la strada alla realizzazione delle batterie moderne. Abbiamo quindi scelto questo mese per sfidarvi a realizzare con noi questa fantastica creazione: non preoccupatevi però, non avrete bisogno di un camice da laboratorio o di attrezzature sofisticate. Tutto ciò che vi servirà sono alcuni oggetti di uso quotidiano e un pizzico di curiosità!
Materiale occorrente
- 9 monetine di rame da 5 cent
- Lista Elementi #2
- 1 foglio di carta d'alluminio
- 1 bicchiere di acqua in cui scioglierete del cloruro di sodio (che sarebbe normale sale da cucina, ma detto cosi fa più piccolo chimico)
- 1 led
Procedimento
Ora che avete tutti gli “ingredienti” necessari, possiamo iniziare a preparare la nostra pila.
Per prima cosa invochiamo la pazienza di Giovanni Muciaccia. Potrebbe essere utile prima pulire le monetine dall’eventuale strato di ossidazione esterno: lasciatele a bagno in un bicchiere di aceto una mezzoretta, poi strofinate entrambe le facce con il lato abrasivo di una spugnetta dei piatti. Noterete che a furia di strofinare il colore del metallo cambia, schiarendosi fino a sembrare quello di una monetina nuova. Se ciò non accade, serve più forza e l’aiuto di un adulto!
Ritagliamo ora (con delle forbici a punta arrotondata, ovvio!) 9 dischetti di carta e 9 dischetti di alluminio della stessa misura delle monetine. Se non avete buttato all’aria tutto dopo i primi tre dischetti ritagliati, possiamo continuare!
Prendete le monetine e iniziate a impilarle alternandole con i dischetti di carta, che avrete però prima imbevuto nell’acqua salata, e i dischetti di alluminio. Insomma, bisognerà fare una bella millefoglie i cui strati saranno: monetina, dischetto di carta bagnato, dischetto di alluminio, monetina, e cosi via, fino a quando non avrete finito tutto il materiale. Un piccolo consiglio: non imbevete troppo i dischi di carta. Potrebbe essere comodo, al posto di “immergerli” direttamente nell’acqua, farci cadere sopra qualche goccia bagnandovi il dito nel bicchiere.
…e luce fu!
Se avete superato anche quest’altro step senza perdere la pazienza, beh… complimenti! Non vi resta che prendere il led, collegarlo ai “poli” della vostra pila e godervi la magia: il piedino più lungo sulla moneta (polo positivo), quello più corto sulla stagnola al lato opposto (polo negativo). E… Il led si accenderà!
Che stregoneria è mai questa? Ve la facciamo davvero semplice perché dopo il tempo speso a ritagliare e impilare cerchietti di carta, almeno la spiegazione veloce ve la meritate. Tutto si riassume a particolari reazioni chimiche che fanno funzionare la pila. Queste reazioni, che coinvolgono i due metalli e l’acqua salata, provocano un flusso di elettroni che altro non è che…. corrente elettrica! Il numero di strati usato fa si che sia sufficiente all’accensione di un piccolo LED da 1,5V. Figo no?
Speriamo che questo semplice esperimento vi sia piaciuto e chissà, magari potremmo farne insieme degli altri… tra qualche giorno pubblicheremo anche il video in cui vi spiegheremo passo passo come fare.
Tempo di lettura dell’articolo: 2 min. e mezzo
Tempo di realizzazione dell’esperimento: 20 minuti
Soddisfazione nel vedere la faccia di vostro figlio quando si accede il led (e anche la vostra): infinita! 🥰
Buon divertimento! Alla prossima!

